X-MEN

 

 

# 20

Marvel IT Presenta…

 


POLARITÀ

(Parte seconda di due)

VERITÀ E RISPOSTE

 

Carlo Monni

Storia

 

Rossointoccabile

Fabio Volino

Supervisione Marvel IT

Assistenza

 

Carlo Monni

Supervisore capo

 

Mr. T

Presidente e ispiratore

Charles Xavier, alias Professor X

Telepate, fondatore e mentore degli X-Men

Logan, alias Wolverine

Fattore rigenerante, scheletro e artigli di adamantio

Peter Rasputin, alias Colosso

Corpo di acciaio organico

Scott Summers, alias Ciclope

Raggi ottici concussivi

Henry McCoy, alias la Bestia

Intelletto prodigio in un corpo di leone

Jean Grey-Summers, alias Fenice

Telepatia e telecinesi

Emma Frost, alias la Regina Bianca

Telepatia e pelle di diamante

Bobby Drake, alias Uomo Ghiaccio

Controllo temperatura e produzione ghiaccio

Questa storia continua da

Vendicatori Costa Ovest #13

 

 

 

 

 

* * * * * * * * * * *

 

 

La storia finora: Lorna Dane, alias Polaris, membro della Sezione Ovest dei Potenti Vendicatori, ha  misteriosamente ricevuto una lettera datata all’epoca della sua nascita, in cui sua madre rivelava alla sorella che le sue gemelle erano nate da una sua breve relazione con un uomo di nome Magnus. Temendo sia che suo padre sia nientemeno che Magneto e che la sua sorella scomparsa non sia altro che Zaladane, Lorna e gli altri Vendicatori contattano gli X-Men, ignari che anche Quicksilver e Magneto hanno ricevuto un messaggio da un ignoto mittente in cui li si informa della sua relazione con Lorna.

Ciò che entrambi i gruppi, almeno per ora, ignorano è che Anja Horvat Dane, la madre di Lorna, è stata una collaboratrice del governo americano e di una misteriosa organizzazione chiamata Comando ed è stata uccisa perché venuta accidentalmente a conoscenza di segreti compromettenti. Nel frattempo sua figlia Zala è stata rapita da un misterioso individuo che l’ha portata nella Terra Selvaggia perché fosse cresciuta come figlia del Sacerdote del dio del Sole col nome di Zaladane.

Chi abbia spedito i messaggi, a quale scopo e se sia lo stesso individuo che ha rapito la gemella di Polaris è ancora ignoto.

 

 

* * * * * * * * * * *

 

 

PROLOGO

 

 

            Circa dieci anni fa. In una villa isolata al confine tra il Bronx e la Contea di Westchester. L’uomo ha i capelli scarmigliati ed indossa un abito casual. Quasi non alza la testa quando entra il suo ospite.

-Ha terminato il compito che  le avevo affidato Mr. Saxon?-

-Rispetto sempre le mie scadenze egregio signore.- risponde Starr Saxon, ingegnere ed inventore –Questa potrebbe essere la mia migliore opera dopo il mio robot assassino.-

            Il nuovo venuto rivolge uno sguardo al robot alto circa tre metri che sta in piedi in un angolo del laboratorio.

-Interessante aggeggio, Mr. Saxon, a cosa le serve?- chiede.

-Quando sarà completato intendo affittarlo ai capi del crimine organizzato come assassino di bersagli importanti, per esempio i supereroi.- risponde Saxon -Ho elaborato un sistema di ricerca basato sugli odori,  Le interessa?-

-Non al momento, ma mostra una dote importante in lei, Saxon, il pragmatismo unito alla professionalità: lei fa un lavoro e viene pagato, niente domande inutili. E a questo proposito, tornando al nostro piccolo accordo…-

-Ma certo. Ecco quello che mi aveva chiesto, completo in ogni sua parte.-

            Da una nicchia rimasta fino a quel momento in ombra avanza una figura umanoide rivestita di un familiare costume rosso e di un mantello violetto.

-Ecco a lei Magneto…-annuncia trionfante Saxon -… o meglio una sua replica perfetta, completa di poteri magnetici.-

-Sono impressionato Mr. Saxon.- commenta il suo committente -È identico all’originale sotto tutti i punti di vista.-

-Non solo: quando sarà attivo crederà di essere l’originale ed agirà come tale. Certo, devo ammettere che una parte del merito va al materiale che lei mi ha fornito, come le schede di memoria ed il metallo organico che simula la consistenza della carne. Ammetto che  mi piacerebbe averne una scorta, ma immagino che non sia facile procurarselo. Inoltre immagino che lei non mi direbbe mai come ha fatto a procurarsi registrazioni dei ricordi del vero Magneto.-

-Lei è un uomo saggio, Mr. Saxon. Sappia che se lei dovesse apprendere certi segreti io sarei costretto a sopprimerla e sarebbe un peccato, un uomo con i suoi talenti per la robotica potrebbe  sempre tornarmi utile in futuro.-

-Non ci sono problemi. Come dico sempre: il cliente ha sempre ragione. Ora però c’è da definire la questione del compenso.-

            L’uomo posa una cartella sul tavolo.

-Tutto in contanti Mr. Saxon,  come d’accordo. Vuole contarli?-

-No, mi fido di lei. Ho la sensazione che se avesse voluto imbrogliarmi a quest’ora sarei già morto, sbaglio?-

-Non sbaglia Mr. Saxon. Ora mi scusi, ma il mio lavoro mi attende.-

            Quando il misterioso personaggio ed il robot che ha preso in consegna sono spariti, Starr Saxon scuote la testa. Questo lavoro gli ha fruttato parecchio, ma è contento di averlo finito: quell’uomo gli mette decisamente i brividi e sarà ben contento di non doverlo incontrare mai più.

 

 

1.

 

 

            Oggi. Oceano Indiano. La sagoma inconfondibile dell’Isola-Stato di Genosha si staglia sotto i due velivoli, uno bianco argenteo con una A stampigliata sui fianchi e l’altro nero come la notte. Il primo è un quinjet, l’ormai leggendario mezzo di trasporto dei Potenti Vendicatori; il secondo è chiamato semplicemente Blackbyrd ed è una versione dell’omonimo aereo spia Lockheed SR-71 modificato con motori ipersonici capaci di raggiungere una velocità ben oltre Mach 5. A bordo di quest’ultimo velivolo troviamo i membri di uno dei gruppi che si fregiano del nome di X-Men.

-Continuo a pensare che saresti dovuto rimanere alla Scuola, Scott.- sta dicendo Jean Grey, alias Fenice –Nelle tue condizioni forse non era il caso di viaggiare.-

-Sciocchezze.- taglia corto Ciclope –Non ho intenzione di restare in disparte durante una crisi che coinvolge Magneto, non in questo momento delicato, dove basta una mossa sbagliata per rovinare tutto. Dopotutto avrò forse le gambe fuori uso per un po’, ma il resto funziona benissimo.-

-Parole degne di te, o intemerato leader.- commenta la Bestia –Da parte mia sono alquanto incuriosito dalle possibili implicazioni di queste nuove rivelazioni su Polaris, dopotutto io c’ero quando la incontrammo la prima volta.-[1]

-Io personalmente preferirei che ci occupassimo delle nostre faccende in sospeso invece di correre dietro ai fantasmi.- commenta Wolverine.-

-Se ti riferisci a quella faccenda con Sage e quegli pseudo X-Men morti che abbiamo trovato al nostro ritorno?-[2] ribatte Jean –Ormai possiamo stare tranquilli.-

-Si, suppongo di si, specie se lo dici tu, rossa.-

-Compagni stiamo per atterrare.- annuncia Colosso.

 

            Anche in un luogo come la Repubblica di Genosha, la cui popolazione è composta in stragrande maggioranza di mutanti, l’arrivo del Quinjet dei Vendicatori non passa inosservato e quando il variopinto gruppo composto da Calabrone, D-Man, Starfox, Aracne, She-Hulk, il Fulmine Vivente, Polaris  e Scarlet scende dal velivolo su di loro si appuntano gli sguardi della folla, sguardi che vanno dal curioso all’apertamente ostile.

            Seguendo l’esempio del loro leader, i Vendicatori cercano di ignorare gli atteggiamenti più ostili ed affiancati dagli X-Men raggiungono il Palazzo Presidenziale dove nel patio li attende un comitato di benvenuto composto da Magneto, Charles Xavier e Quicksilver.

            Pietro e Wanda si abbracciano, mentre Lorna Dane li osserva da poca distanza silenziosa  ed immersa in chissà quali pensieri. Quanto al resto dei due gruppi, è abbastanza palpabile il disagio dei Vendicatori specialmente al cospetto di Magneto.

-È un piacere rivedervi.- dice infine Xavier rompendo il ghiaccio –Anche se certamente sarebbe stato meglio che fosse avvenuto in circostanze diverse dalle attuali.-

-Concordo Professore.- è la replica del Calabrone -… ma visto che ci siamo, meglio cercare di risolvere il mistero che ci ha portato qui.-

-Giusto.- interviene Magneto –Seguitemi, dunque, parleremo meglio nel mio ufficio privato.-

            E il gruppetto lo segue all’interno dell’edificio.

 

            Molti anni fa. New York City. Gli uomini nel salone hanno lo sguardo corrucciato. Finalmente uno di loro prende la parola.

-È proprio necessario eliminare la donna?- chiede.

-Io ritengo di si.- risponde un uomo seduto di fronte agli altri –Anja Dane ha visto all’opera Magnus e sa di cosa è veramente capace. Se ne parlasse con altri i nostri segreti potrebbero esserne compromessi e tutta la nostra operazione si basa sulla segretezza.-

-Forse stiamo sconfinando nella paranoia.- interviene un altro uomo -Cosa sa in fondo quella ragazza di veramente compromettente? Non sa nulla di Magnus e non può rivelare nulla che ci comprometta veramente.-

-Non sono d’accordo e poiché sono io il Comando, si farà come dico io. Le necessarie misure sono già state prese.-

            Una figura alta avanza nella stanza, la sua figura parzialmente in ombra. La sua vista provoca un involontario brivido in quasi tutti i presenti.

-Il destino della donna non m’interessa, fatene pure quel che volete. Ciò che desidero è che nulla di male accada alle sue figlie.-

-Non capisco perché…- replica l’uomo che si è autodefinito Comando -… ma se è quello che vuole, non ci sono problemi: non ho alcun interesse per le bambine.-

-Sarà meglio per lei, Comando.- gli ribatte il sinistro individuo –E attento a ciò che fa, perché il giorno in cui il suo prezioso Magneto dovesse scoprire la verità su di voi, non credo che lo accetterebbe facilmente e non è una buona politica inimicarsi uomini pericolosi.-

            Quando l’uomo lascia la stanza uno dei presenti commenta:

-Sapete? Ho l’impressione che quando abbiamo accettato l’aiuto di quel... quell’uomo abbiamo fatto un patto con il Diavolo e prima o poi lui verrà a riscuotere il suo prezzo.-

            Nessuno dei presenti osa ribattere.

 

 

2.

 

 

            Oggi. Hammer Bay, Genosha. Nel laboratorio all’avanguardia del Centro Medico della capitale di Genosha due uomini stanno lavorando su alcuni campioni. Nonostante le differenze fisiche questi due uomini, per coincidenza entrambi di nome Henry, sono due brillanti biochimici con ampie conoscenze anche in altri campi del sapere scientifico, un fatto che in molti tendono a dimenticare quando li guardano: Henry Philip McCoy, la Bestia, dal corpo di leone antropomorfo e dal pelo blu, fa una strana impressione con indosso un camice da laboratorio e gli occhiali su un naso forse non pensato per sopportarli; dal suo canto Henry Pym lavora indossando il suo costume di Calabrone e le sue dita si muovono rapide tra microscopi elettronici e provette. Ha subito molte scosse nella sua vita ed ha imparato a nascondere ciò che prova dietro una patina d’indifferenza. Insieme i due ricontrollano più volte i dati in loro possesso, eseguendo più di un controllo incrociato, finché non sono sicuri.

            All’improvviso Calabrone rompe il silenzio rivolgendosi all’X-Man:

-E così avresti intenzione di abbandonare la vita del supereroe?-.

-Ci ho riflettuto sopra, si.- risponde la Bestia –Credo che potrei essere più utile al mio prossimo come scienziato che come avventuriero in costume.-

-Mi sembra impossibile che a dirlo sia lo stesso allegro guascone che ha militato al mio fianco nei Vendicatori.-

-Gli anni passano, Hank, e si vedono le cose in prospettiva diversa. Quello che una volta ti sembrava… attraente… finisce col perdere di fascino.-

-Questo posso capirlo, è capitato anche a me. Un tempo avevo giurato che non avrei più rimesso un costume, specialmente questo, e invece… magari non possiamo sfuggire al nostro destino.-

-Considerazione affascinante, ma non molto scientifica. Su dottor Pym, credo sia il caso di comunicare agli altri le nostre scoperte.-

 

            Non molto lontano da lì, una donna sta osservando una speciale capsula criogenica in cui l’Uomo Ghiaccio riposa in stato di catalessi mentre le ferite che ha riportato nella battaglia contro la Confraternita guariscono ed i suoi poteri si rigenerano. Emma Frost s’interroga sui suoi reali sentimenti per il suo compagno di squadra e dire che non è abituata all’autoanalisi sarebbe solo un gentile eufemismo.

-Maledizione a te Drake.- sbotta infine –Vorrei proprio sapere perché mi preoccupo tanto per te. In confronto a me sei solo un ragazzino che non è ancora capace di attingere al suo pieno potenziale, eppure… farai meglio a rimetterti in fretta, abbiamo molto da fare insieme.-

            Le sue riflessioni sono interrotte da una comunicazione telepatica:

<<Emma raggiungici nello studio di Magneto se non ti dispiace.>>

<<Arrivo Xavier, ma non mettermi  fretta.>>

Come se potesse realmente importarle se quella pupattola dai capelli verdi è davvero la figlia di Magneto o no, ma in fondo che male fa togliersi qualche piccola curiosità?

 

Nell’ampia sala delle riunioni attigua all’ufficio del Presidente di Genosha un nutrito gruppo di persone è riunito in circolo facendo il punto della situazione. Vendicatori e X-Men insieme, una parte almeno dei gruppi che usano quei nomi. Una circostanza insolita di questi tempi,  ma nessuno ha voglia di festeggiare l’evento. Il nervosismo è palpabile. Specie tra coloro che sono più interessati: Lorna Dane è silenziosa ed il suo volto è una maschera di pietra, mentre ascolta le parole di Henry Pym ed Henry McCoy, parole che confermano i suoi timori. Sente su di se lo sguardo di Scarlet, c’è comprensione nei suoi occhi? E Quicksilver? Il suo volto è serio ed i suoi occhi scorrono da lei, che ora dovrà abituarsi a chiamare sorella, all’uomo che deve chiamare padre. A cosa pensa e cosa passa nella mente e nel cuore dell’uomo chiamato Magneto mentre ascolta le parole finali dei due scienziati e avventurieri?

-… e non ci siamo limitati al riscontro del DNA di Magneto e quello di Lorna…- sta dicendo la Bestia -… abbiamo anche chiesto ai nostri amici del CA Box di fare ulteriori indagini, come vi illustreranno loro stessi.

            Su uno schermo ultrapiatto che  occupa una delle pareti della sala appaiono altri tre X-Men,  attualmente impegnati in altri affari. Si tratta di Warren Worthington III, altrimenti noto come Arcangelo, finanziatore e mentore del progetto noto come CA Box, un numero verde per mutanti in difficoltà, un’iniziativa impegnativa ed importante che molti un tempo avrebbero giudicato impensabile per quello che era considerato il più fatuo degli X-Men, ma Arcangelo è la prova vivente che il tempo cambia le persone ed a volte il cambiamento è per il meglio. I suoi compagni sono Forge e Kitty Pryde, altrimenti nota come Shadowcat.

<<… inserirsi nei database dello S.H.I.E.L.D. non è stato per niente facile…>> sta dicendo Shadowcat <<… ma grazie alla mia abilità ed ai congegni inventati da Forge siamo riusciti ad accedere a tutti i dati criptati, compresi quelli che c’interessavano: un campione del DNA di Zaladane,  prelevato quando Nick Fury riportò con se il suo cadavere dopo che… ehm… che Magneto la uccise.[3]  L’abbiamo comparato con i campioni di Lorna e Magneto che ci avete inviato.>>

-E dunque?- chiede con impazienza Magneto.

<<Per farla breve…- interviene Forge -… la corrispondenza col DNA mitocondriale di Lorna è accertata: Zaladane era davvero sua sorella…- Lorna emette un gemito -…ma non è finita: un esame del DNA ci ha rivelato che anche Zaladane era una mutante, sia pure a livello potenziale. Stando alle mie analisi avrebbe potuto manipolare le forze geotermiche della Terra e trasformarle in energia fisica. Un potere che scambiò col tuo, Polaris, grazie ad un macchinario dell’Alto Evoluzionario modificato da Brainchild dei Mutati della Terra Selvaggia Solo che nel tuo caso si attivò facendo sì che inconsciamente tu aumentassi massa e forza quando eri in presenza di quelle che possiamo definire come energie negative.>>

-Non è tutto qui, vero Forge?- chiede Xavier.

<<No.- risponde il Cheyenne –Ci sono molte altre cose, una delle quali è che, ma questo non vi stupirà, conferma che anche Zaladane era figlia di Magneto.>>

            Un grido strozzato costringe i presenti nella sala a voltarsi verso Magneto il cui volto ha perso ogni parvenza di controllo. Una sola parola gli sfugge, quasi fosse gridata al cielo:

-NO!-

 

 

3.

 

 

            Circa tre anni fa. Terra Selvaggia. Zaladane è stata sconfitta, il suo sogno di potere infranto ed ora è impotente nelle mani di Magneto, il Signore del Magnetismo sta per decidere del suo fato davanti agli occhi attoniti dei suoi alleati in quest’impresa, tra cui: Rogue degli X-Men, Ka-Zar, signore della Terra Selvaggia e Nick Fury, direttore dello S.H.I.E.L.D.

            Rogue si rivolge a Magneto con tono quasi disperato:

.Magneto, fermati. Fury ha distrutto le  torri, abbiamo vinto!-

-Finché questa creatura esisterà…- replica Magneto -… la minaccia permane. La vostra vittoria è priva di significato-.

-È finita, mister.- ribatte Nick Fury.

-Ancora non capisci, Fury? Avrebbe distrutto il mondo!-

-su questo abbiamo solo la tua parola. Inoltre: non sta a te giudicare.-

            Ka-Zar interviene:

-Per te stesso, Magneto. Ti sei fidato di un tribunale internazionale. Perché non garantire lo stesso anche a Zaladane?-

-E far seguire ad un errore tragico uno ancora maggiore, Ka-Zar?- ribatte Magneto –No. Ci può essere un solo signore del magnetismo.-

            Ancora una volta Rogue interviene con urgenza e disperazione nella voce:

-È questo il tipo di uomo che scegli di essere Magneto?  Credevo avessi capito che i mezzi contano non meno dei fini. Se distorci i primi, infanghi anche i secondi! Dov’è la nobiltà, dov’è l’onore nell’uccidere un nemico indifeso?-

-L’onore è un concetto che il mondo ha bandito.- ribatte Magneto.

-Non costringermi ad arrestarti.- gli dice Fury.

-Ti invito a provarci, Fury.- replica il Signore del Magnetismo -E a subirne le conseguenze.-

-Fermatevi!- esclama Rogue –Avete appena lottato fianco a fianco. Questo non significa nulla? Magneto tu odi i russi per quanto hanno fatto a tua figlia. Semyanov odia te per suo figlio. Il sangue, la rabbia e l’odio non possono darti nulla, non capisci? Solo distruggerti! È questo quello che vuoi? Con gli X-Men hai visto un sentiero migliore… vorresti voltargli la schiena ora?-

            Magneto alza risolutamente la mano destra col palmo aperto e risponde con voce fredda e determinata:

-E tutti gli sforzi, Rogue, a cosa sono serviti? Mi erano stati affidati i Nuovi Mutanti e loro hanno pagato… per il mio tentativo di trasformarmi in Xavier.- la mano si chiude a pugno. -Io non sono Charles Xavier. Non sarò mai Charles Xavier. Sono stato pazzo a tentare…- dal pugno emana energia pura che si abbatte su Zaladane -…  come lo fui, credendo che ci sarei riuscito.-

-NO!- urla Rogue

            Il grido di morte di Zaladane è atroce, ma misericordiosamente breve.

 

            Oggi. Da qualche parte sopra l’Antartide. Magneto è silenzioso lo è stato durante tutto il viaggio, conscio degli sguardi di tutti puntati su di lui. I ricordi del suo scontro con Zaladane continuano a tormentarlo, così come le implicazioni delle rivelazioni di Forge, tutte cose a cui preferisce non pensare ora.

            Quali pensieri passano invece per la mente di Quicksilver, Scarlet e Polaris? Qual è la loro reazione alle notizie che hanno appreso oggi? Specialmente per la giovane donna dai capelli verdi che deve fare i conti con il fatto che  quasi tutto quello che credeva di sapere di se stessa è falso? Una telepate come Fenice potrebbe  facilmente saperlo, ma non è suo costume indagare nelle menti altrui non invitata. Emma Frost, invece non ha mai avuto simili scrupoli in tutta la sua vita, ma perché dovrebbero interessarle le emozioni di una donna come Lorna Dane? Curiosità, ovviamente, proprio la stessa che l’ha spinta ad unirsi a questa spedizione.

            Forge e Shadowcat non si erano limitati a dar loro le informazioni sui riscontri del DNA, ma li avevano anche informati che dalle loro indagini risultava che la madre di Lorna, figlia di un immigrato sloveno e di un’americana, aveva lavorato per il Dipartimento di Stato sino alla nascita delle sue figlie. Data la sua conoscenza delle lingue slave e non solo, aveva svolto le funzioni di interprete e poi, ad un certo punto era stata arruolata in una specie di progetto supersegreto di cui si conoscevano pochi dettagli. Era stata spesso all’estero, specie in Sud America e nell’Europa del nord. Mentre lei ed il marito, un attaché diplomatico, erano su un  volo di linea partito dall’aeroporto J.F.K. il loro aereo si era abbattuto contro una montagna e non c’erano stati superstiti. Tra presunti morti c’era una delle loro gemelle. L’altra, Lorna, era rimasta a casa, affidata ad una zia perché non stava bene  ed avrebbe dovuto raggiungerli in un secondo tempo. Il corpo della bambina non fu mai identificato con certezza. Lorna crebbe con gli zii fino al giorno in cui gli stessi non rimasero uccisi in un incidente stradale. Un incidente molto sospetto, pensa Emma, viene da pensare che a qualcuno convenisse la loro morte pochi mesi prima che Lorna fosse contattata da Mesmero e da un falso Magneto ed i suoi poteri mutanti fossero attivati.

            Le sorprese non erano finite, però, perché per ultima era stata lasciata una notizia inquietante: qualcuno aveva trafugato il cadavere di Zaladane dai laboratori S.H.I.E.L.D. La cosa era stata scoperta solo di recente ed i recenti guai dell’Agenzia spionistica dell’ONU[4] avevano impedito ulteriori indagini.

            Le stesse domande attraversano la menti di quasi tutti coloro che sono a bordo di questo veicolo speciale a propulsione magnetica messo a disposizione da Magneto e mosso grazie ai suoi poteri: chi è stato a rubare il cadavere? La stessa persona che ha inviato le lettere a Lorna e Quicksilver? E perché ha fatto tutto questo? Quali sono i suoi scopi?

            La Terra Selvaggia era sembrata il luogo migliore per indagare su quest’ultimo colpo di scena, un’idea proposta da Xavier ed accettata da tutti. Forse troppo convenientemente, pensa Jean Grey Summers, era un’idea che aveva avuto lei stessa, come una specie di suggerimento subliminale o forse la sua è solo paranoia? Dopo tutti questi anni con gli X-Men si è abituata a vedere complotti anche dove non ci sono? Il suo istinto le dice di no, ma non può far altro che aspettare e vedere.

            Accanto a lei, sta seduto suo marito e Fenice gli si rivolge telepaticamente:

<<Non sono sicura che  tu abbia fatto bene a venire, Scott. Non sappiamo cosa ci aspetta e tu non sei ancora in piena forma.>>

<<Questo è sempre il mio gruppo.>> replica Ciclope <<Ed io sono assolutamente in grado di guidarlo. Non avresti mai chiesto a Charles di restare a casa se avesse voluto venire ed anche lui è costretto in una sedia a rotelle, solo che la mia condizione è temporanea. Non trattarmi come un invalido.>>

            Jean scuote il capo. Scott è cambiato da quando l’hanno ritrovato.[5] È colpa di Xoom o il cambiamento ha radici più profonde? Ed è per questo che ancora non gli ha detto di essere incinta? Dovrà farlo ora che Emma Frost e ha detto di saperlo. Logan o Peter non parlerebbero se lei glielo chiedesse, ma di Emma non riesce a fidarsi.

            Anche Quicksilver e Scarlet stanno conversando sia pure con mezzi più consueti:

-Sono contento che la tua gravidanza prosegua bene, sorella.- sta dicendo Pietro -Sei certa però di poter affrontare dei pericoli nel tuo stato?-

-Non essere sempre cosi apprensivo, Pietro.- ribatte Wanda –Conosco perfettamente i miei limiti e ti assicuro che non sto correndo rischi inutili.-

Ma conosco anche quelli del mio bambino? Si chiede. Ci sono tante incognite, ma forse è così per ogni madre e forse anche Jean Grey la pensa allo stesso modo per ciò che la riguarda. Quando ci siamo conosciute avremmo mai pensato che un giorno avremmo condiviso nello stesso momento l’esperienza della maternità? Il destino gioca strani scherzi e ne ha giocato uno anche a Lorna. So bene cosa prova perché l’ho provato anch’io, ma dovrà imparare ad accettarlo o rischia di essere distrutta dalle conseguenze.

            Improvvisamente le nubi si diradano e dopo un viaggio durato solo un’ora ecco che sotto di loro appare una vista che riesce sempre a mozzare il fiato anche a coloro che non la vedono per la prima volta: la Terra Selvaggia, un luogo in cui il tempo si è fermato a milioni di anni fa e dove specie che nel resto del mondo sono estinte da tempo immemorabile convivono, più o meno in armonia, con varie tipologie di esseri umani. La violenza non è sconosciuta alla Terra Selvaggia, ma non sempre è solo quella tipica di un mondo regolato solo dalle leggi della natura, no: a volte ci sono tipi di violenza decisamente inusuali, come un raggio di energia che scaturisce dal basso e colpisce il velivolo prima che chiunque possa reagire e subito dopo… del velivolo non rimane più niente, come se non fosse mai nemmeno esistito.

 

            Fotografia di un disastro: quindici figure in costume che precipitano nel vuoto verso una terribile fine. O meglio:  sarebbe così se questo non fossero ciò che sono. Basta un solo pensiero e la caduta di Magneto si arresta e nel frattempo Ciclope dimostra come un vero leader sappia reagire anche nelle situazioni più estreme. Hanno appena cominciato a cadere che  già urla ordini:

-Peter, Emma trasformatevi svelti. Jean sorreggi tutti quelli che puoi e chi è in grado di volare faccia la sua parte.-

-Nessuno è morto e ti ha nominato capo Summers.- replica il Calabrone rimpicciolendosi, io ed i miei Vendicatori ce la sappiamo cavare benissimo. Lorna…-

-Ricevuto Calabrone. È facile creare una bolla magnetica di protezione per tutti mentre rallento la nostra caduta.-

-Complimenti ragazza.- commenta Magneto. –Vedo che ormai padroneggi completamente i tuoi poteri. Ora però meglio prepararsi ad affrontare il nostro misterioso nemico e credo di non sbagliare dicendo che si annida là, nelle rovine della cittadella dove ebbi il mio ultimo confronto con Zaladane.-

            Mentre parlano ormai sono tutti scesi proprio sull’obiettivo. Ciclope viene sollevato telecineticamente  da Fenice, sembra voler dire qualcosa alla moglie, ma poi ci ripensa e si rivolge agli altri:

-State tutti all’erta, qualunque cosa ci abbia colpito ci riproverà di sicuro.-

-Ecco quel che mi piace di te Cyke.- replica Wolverine –Capisci al volo le cose.-

-Devi sempre essere così  sarcastico, Wolverine?- gli chiede Aracne.

-Io sono così pupa, prendere o lasciare. Un momento… fermi… ho appena sentito qualcosa.-

-Cosa?- chiede Colosso –Io non ho sentito niente.-

-Fidati di me, russo. Conosci i miei sensi e ti dico che qui c’è qualcosa di molto vicino in agguato, ma non riesco a capire dove.-

  lo stesso anche per me.- interviene Fenice –Sento una concentrazione di potere così forte che quasi m’intossica… è tutt’intorno a noi, ma in qualche modo è schermata ai miei poteri.-

-E non solo ai tuoi, Fenice.- la voce giunge improvvisa e fredda come la morte –Io sono il potere supremo e nessuno può starmi alla pari.-

-Cosa? Chi?-

            La risposta è solo un lampo di luce improvvisa seguita dal buio più assoluto per i disgraziati eroi.

 

 

4.

 

 

            Hammer Bay, Genosha. Charles Xavier sobbalza improvvisamente sulla sua sedia a rotelle e si porta le mani alla testa gridando. Il feedback telepatico è stato intenso, ma breve. Qualcosa di incredibile potenza ha colpito gli X-Men e lui l’ha sentito grazie al legame telepatico che condivide con i suoi ex studenti. Ma che tipo di potere può aver colto impreparati gente del calibro di Fenice  e Magneto, per non parlare degli altri? E soprattutto cosa può farci lui? Se glielo chiedesse, lui è sicuro che la Confraternita non esiterebbe a correre in soccorso di Magneto, ma non tutti si sono ancora ripresi dopo la recente battaglia e forse non sarebbe corretto mandarli allo sbaraglio contro un nemico ancora ignoto.

            Qualcosa di positivo, comunque, c’è: almeno gli X-Men sono ancora vivi, se fossero stati uccisi lo sentirebbe e se lo sono loro, allora è probabile che lo siano anche i Vendicatori e Magneto. Se la sono sempre cavata nelle situazioni più difficili, ma questo non vuol dire che intende abbandonarli a loro stessi. Deve fare qualcosa, ma cosa?

                       

Terra Selvaggia. Henry Philip McCoy, meglio conosciuto come la Bestia riprende i sensi e borbotta:

-Ahi… qualcuno ha preso il numero di targa dell’asteroide che mi ha investito?-

-Ho sempre trovato interessante il senso dell’umorismo che voi umani sfoggiate anche nelle situazioni più difficili.-

            Hank volge la testa verso il punto da cui proviene la voce e si trova di fronte una figura assisa su quello che sembra un trono di pietra, ma anche la figura stessa sembra fatta di pietra grigia, per quanto la sua forma sia quella di un uomo magro, vestito solo di un perizoma e con la testa sproporzionata da cui pendono radi ciuffi di capelli.

            La Bestia non l’ha mai incontrato di persona, ma ne ha sentito parlare dai suoi compagni e lo riconosce subito:

-Tu sei Garokk!- esclama –Colui che si fa chiamare il dio del Sole. Si diceva che fossi morto, ma, come al solito, vedo che era una notizia un po’ troppo esagerata.-

-Si, io sono Garokk.- risponde l’essere alzandosi in piedi –Sono di nuovo rinato e sono tornato per adempiere al mio destino: portare la pace a questo mondo tormentato a costo di uccidere chiunque mi si opponga.-

-Un programma molto ambizioso, non ti accontenteresti di qualcosa di meno impegnativo? Che so: il posto di sindaco di New York?-

-Cerchi di nascondere la tua paura dietro le parole, mutante, ma non servirà a nulla. Finora vi ho risparmiato perché volevo sapere come avete fatto a sapere del mio ritorno, ma in fondo m’importa poco: io sono il dio del sole e nulla e nessuno può opporsi al mio potere.-

            Anche Fenice si è appena svegliata ed ha sentito i discorsi di Garokk. Neanche lei l’aveva incontrato prima, ma ricorda la sua storia, quella di un uomo normale rimasto intossicato da un potere troppo grande perché fosse in grado di gestirlo. Una storia che non le è nuova: non era forse accaduto lo stesso alla Forza Fenice la prima volta che si era manifestata? Ricordi che le appartengono come se li avesse vissuti in prima persona, ma la comprensione non può impedirle di capire che Garokk deve essere fermato. Non può farlo da sola, però. Quasi certamente il potere della Fenice è all’altezza, se non superiore a quello di Garokk, ma non può correre il rischio di scatenarlo senza freni, sa troppo bene quali potrebbero essere le conseguenze. Deve agire con più sottigliezza, tanto per cominciare assicurandosi che gli altri suoi alleati siano ben svegli… e questo è un compito facile per una coi suoi poteri.

            Intanto Garokk continua coi suoi deliri:

-In questo momento c’è guerra nella Terra Selvaggia, una guerra civile. Le fazioni si scontrano per il dominio.[6] Io non lo tollero e da qui, in questo che fu il rifugio della mia sacerdotessa Zaladane, io lancerò la mia campagna di purificazione.-

            In cui innumerevoli vite andranno perse sicuramente, riflette Ciclope. Se solo questi legami non fossero così forti. Garokk stavolta ha fatto le cose per bene, deve aver usato la tecnologia di Zaladane, è uno che impara in fretta. Ironico: lui pensa che siamo venuti qui per fermarlo, ma è stato qualcuno ad attirarci qui con il miraggio di svelarci i segreti del rapporto di Lorna con Zaladane. O forse era proprio quello il suo scopo? Fermare Garokk? Ma perché?

<<Non ha importanza adesso, Scott, Dobbiamo liberarci e fermare Garokk e dobbiamo farlo in fretta.>>

<<Jean?>> Scott è colto quasi di sorpresa, ma è fin troppo allenato per non mantenere il controllo <<Hai qualche  idea su come fare?>>

<<Forse, ma può essere rischioso. Hai fiducia in me, Scott?>>

<<Sempre.>>

<<Allora tieniti pronto. Avvertirò telepaticamente tutti gli altri prima di agire.>>

 

            Magneto riapre gli occhi. Qualunque cosa l’abbia colpito aveva una potenza enorme, pensa, e vedendo il suo avversario comprende di non aver avuto torto. Lo riconosce quasi immediatamente:

-Garokk.- gli si rivolge -È così che ringrazi chi una volta ti ha salvato la vita?-[7]

-Mi ricordo di te Magneto.- replica Garokk -Mi salvasti, è vero, ma solo perché avevi bisogno di me come guardiano della tua base in Antartide. Ora sono rinato dal fuoco e  dalla pietra, sono di nuovo me stesso ed il mio scopo è chiaro: portare la pace a questo mondo tormentato.-

-La tua pace, Garokk…- interviene Fenice -… è la pace eterna della morte. È questo che davvero vuoi? L’uomo che eri un tempo non avrebbe mai fatto questa scelta.-

-L’uomo che ero un tempo non esiste più donna, ora c’è solo Garokk, il dio del sole e voi che siete stati la causa della rovina e della morte della mia sacerdotessa Zaladane ne pagherete il prezzo. Tu, Magneto, fosti tu ad ucciderla, mi è stato detto, tua sarà la vita che prenderò per prima.-

            Gli occhi di Fenice si illuminano mentre il suo stesso corpo comincia ad irradiare energia.

-Ho cercato di darti il beneficio del dubbio, Garokk…- dice -… ma tu non mi dai altra scelta che agire.-

            L’effetto dell’uccello di fuoco che trasfigura Jean Grey-Summers è al tempo stesso bello e terribile a vedersi. Garokk stesso indietreggia colto da qualcosa che negherebbe  essere timore.

 

 

5,

 

 

            Gli X-Men, Magneto ed i Vendicatori sono liberati dai loro legami quasi contemporaneamente e restano abbagliati dallo sfoggio di potere della donna che un tempo era solo Jean Grey. Ciclope, sollevato in aria e depositato gentilmente al  sicuro, maledice il destino che lo ha privato dell’uso delle gambe in un momento cruciale, ma almeno lui si riprenderà, diversamente dal Professor Xavier, non dovrebbe lamentarsi.  A scuoterlo dalle sue riflessioni è la vista dei seguaci di Garokk che si avventano contro i suoi amici. Non potrà forse camminare, ma non per questo è indifeso. Il suo visore al quarzo rubino si solleva ed i micidiali raggi ottici partono investendo due uomini armati che stavano per trafiggere la vendicatrice Aracne.

-Grazie Ciclope.- replica quest’ultima, poi si dedica ad altri due avversari. Anche nel pieno della battaglia il suo pensiero corre a sua figlia Se dovesse cadere lei rimarrebbe sola, non può fallire, deve vivere per lei

            La Bestia combatte da par suo. Ormai si è abituato alla sua forma leonina, più pesante, forse, ma non per questo meno agile o veloce. Curioso come la sua risoluzione di abbandonare la vita del cosiddetto supereroe venga continuamente messa in discussione. Perché è voluto venire con gli altri? Curiosità od un’ansia più sottile? La stessa che l’ha spinto fin troppo recentemente a mettersi in gioco a San Francisco, forse?[8] Non può concedersi il lusso del dubbio adesso, non mentre lotta per la propria vita, anche se è ben consapevole che la vera battaglia, quella decisiva, la stanno combattendo Fenice e Garokk, una battaglia a livelli di potere praticamente inconcepibili per loro, comuni mortali. Quasi invidia Wolverine: nel mezzo della battaglia lui non si pone domande, fa quello che gli viene più naturale.

            E nel mezzo della furia della battaglia, in effetti, Wolverine sembra del tutto a suo agio. È un guerriero sia per istinto che per addestramento e fa solo quello che sia l’istinto che l’addestramento gli dettano. Il nemico cerca di ucciderlo e lui reagisce in maniera adeguata. Semplice e diretto. Incurante del numero dei nemici e delle loro armi si getta in mezzo a loro, sguaina gli artigli e colpisce seminando il vuoto intorno  a se.

            Quanto ai suoi compagni di gruppo: Colosso sa cavarsela molto bene ed  a quanto può vedere anche i Vendicatori sanno tener testa ai loro avversari. Deve ammetterlo: non aveva molta stima per Calabrone, ma deve riconoscere che è in gamba: in pochi minuti dopo la sua liberazione ha ricompattato il suo gruppo ed ora stanno respingendo i seguaci di Garokk. Il fatto è che non sono loro il vero pericolo, ma il loro padrone e se Jeannie non lo sconfigge…

            Un lampo improvviso fa capire loro che la lotta è finita e dalle fiamme emerge una figura.

 

            Il livello di potere dei due esseri è davvero inimmaginabile: la forza stessa che anima le stelle, il cuore dei soli. In circostanze normali Fenice sarebbe probabilmente più forte di Garokk, ma non è al massimo della forma, una parte delle sue energie è deviata nella protezione della vita che sta crescendo dentro di lei ed il suo avversario ne sta approfittando. Lei e Garokk attingono forza dalle stesse energie primordiali dell’universo, ma stranamente lui sembra farlo più in fretta di lei. Per quanta energia sprechi nel combatterla non sembra indebolirsi, anzi, sembra acquisire sempre maggior forza, ma come? Un momento che sia questa la risposta? E se è così, cosa può fare lei, se non un ultimo tentativo? Ancora Jean si trasfigura nell’uccello di fuoco, nella forma superiore della Fenice ed in quella forma avvolge completamente Garokk. È un effetto meraviglioso che abbaglia tutti i presenti e dura solo pochi istanti prima di estinguersi, poi c’è solo una figura in piedi ed è Garokk mentre ai suoi piedi giace Jean svenuta o peggio.

-NO!- è l’urlo straziato di Ciclope.

            Wolverine emette solo un ringhio molto simile a quello dell’animale suo omonimo, poi si lancia su Garokk con gli artigli sguainati. L’essere di pietra viva barcolla sotto l’assalto, ma riesce a respingerlo con un manrovescio. Tuttavia dal suo petto esce qualcosa che sembra sangue: l’essere invulnerabile è stato ferito. La vista e l’odore del sangue  sono uno stimolo per Wolverine. Coscientemente o meno lascia regredire il suo io umano nel più profondo della sua anima. Ora c’è solo la belva e c’è una cosa sola sicura: quando un ghiottone azzanna la sua preda non la molla fino alla morte.

             

                                                                                                                                                                              Hammer Bay, Genosha. Colui che viene, probabilmente a ragione, chiamato la mente più potente del mondo osserva con gli occhi di quella stessa mente quanto sta accadendo nella lontana Terra Selvaggia. La  distanza non significa nulla per chi può muoversi alla velocità del pensiero. In meno tempo di quanto ci voglia per dirlo l’Io astrale di Xavier è nell’ampio salone dove Fenice giace a terra e gli altri membri del gruppo sono fermi mentre Wolverine si prepara al suo nuovo assalto. La mente di Xavier si espanda fino  a toccare tutto lo scenario. Jean è viva e almeno questa è una buona notizia, Garokk ha vinto ma è debole e se attaccato prima che rinnovi la sua energia può essere fermato. Xavier trasmette questa consapevolezza ai suoi allievi ed agli altri, poi ecco che la sua telepatia coglie qualcosa, una presenza diversa, nascosta, inaspettata, maligna. Ha appena il tempo di avvertirla che immediatamente è sospinto indietro e quando si ritrova di nuovo nel suo corpo istintivamente grida.

            Chi o cosa può avere il potere di fargli questo? Non ha avuto nemmeno il tempo di capire cosa stava succedendo o di identificare il nemico. Non era Garokk, di questo è sicuro, ma è comunque qualcuno di familiare, chi? Forse colui che ha mandato quei messaggi a Lorna Dane e Pietro? E quali sono le sue intenzioni?

 

 

5.

 

 

            Circa 13 anni fa, Parigi, Francia. Il suo vero nome lo ha messo da parte ormai, l’uomo che era è morto e sepolto ormai assieme alla donna di nome Isabelle Dorleac ed ad ogni speranza di una vita normale che avesse mai coltivato. Ancora una volta l’inutile crudeltà degli esseri umani l’ha privato dell’affetto di una donna che avrebbe  potuto sperare di amare. Uccidere Comando ed i suoi sgherri gli ha dato solo un’effimera soddisfazione, ma se non altro quello che si spacciava per suo alleato gli ha mostrato la via, gli ha fatto capire qual è il suo destino. D’ora innanzi  non ci sarà più Erik Lensherr o Magnus, ma solo colui che umani e mutanti impareranno a rispettare o temere: lui, Magneto.

 

            Oggi. Terra Selvaggia. Magneto rivolge lo sguardo verso Garokk e Wolverine avvinghiati furiosamente, vede raggi d’energia uscire dagli occhi dell’uomo che si crede (e forse è) la reincarnazione di un dio e l’X-Man scagliato via come una bambola di pezza, ma vede anche qualcos’altro: vede Garokk incerto sulle gambe e la sua pelle di pietra solcata, intaccata, dagli artigli del mutante canadese e capisce. Sente la voce di Jean Grey direttamente nel suo cervello e sa che è lo stesso per gli altri:

<<Garokk assorbiva energia da me stessa, più lo combattevo più lui si rafforzava, per sconfiggerlo avrei dovuto attingere a tutta l’energia primaria dell’universo e correre il rischio di consumarlo e questo era un rischio che non potevo correre.  Ho finto di usare tutta la mia energia contro Garokk e lui mi ha risposto allo stesso modo non capendo che stava contemporaneamente consumando non solo le mie energie, ma anche le sue. Ora è vulnerabile almeno finché non si sarà ricaricato.>>

<<Potevi morire anche tu Jean, ci hai pensato?>> interviene Ciclope.

<<La Forza Fenice si rinnova continuamente e non mi avrebbe abbandonata… mai.>>

            Cosa rispondere ad una simile risolutezza? Ciclope stringe i denti e non ribatte.

<<Attaccatelo adesso.>> prosegue Fenice <<Vi dirò io come.>> la sua voce eccheggia nelle loro menti mentre spiega il piano e poi è Colosso a “dire”:

<<Da, io ci sto.>>

<<Conta su di me Jean.>> risponde la Bestia.

<<Per me è assurdo, ma può funzionare.>> è il commento di Emma Frost.

<<Conta pure sui Vendicatori.>> “dice” Calabrone <<Giusto amici?>>

<<Puoi contarci Hank.>> è la risposta di She-Hulk.>>

<<Sono con voi.>> il Fulmine Vivente.

<<Anch’io.>> D-Man.

<<Io pure.>> Aracne.

<<Combattere non mi piace, ma non mi sottrarrò.>> Starfox.

<<Per fermare Garokk non c’è altra scelta.>> Scarlet.

<<Sono d’accordo con mia sorella.>> Quicksilver.

<<Contate su di me>> Polaris.

            L’intera conversazione è durata pochi istanti, poi il gruppo si lancia all’attacco. I pochi seguaci rimasti in piedi sono facilmente sbaragliati, anche perché Starfox, manipolando i loro centri del piacere, li priva della volontà di combattere. Tutti insieme si gettano contro Garokk:

-Stupidi!- urla questi –Cercate di affrettare forse la vostra inevitabile morte?-

-Amico non lo sai che frasi come queste sono fuori moda da un bel pezzo? È scritto nell’ultima edizione del manuale del supercriminale.- gli si rivolge She-Hulk colpendolo al mento, imitata da Colosso.

-Non c’è male bel ragazzone.- gli si rivolge la gigantessa di giada –Siete tutti così belli tosti dale tue parti?-

-Abbastanza.- replica Piotr Nikolaievitch Rasputin –Ma io sono… particolare.-

-Mmm voglio sperarlo.-

            L’assalto continua. Ogni dubbio personale è accantonato mentre X-Men e Vendicatori colpiscono con tutto ciò che hanno. Alla fine Garokk cade in ginocchio, nei suoi occhi un’espressione di pura rabbia.

-Voi… siete meno di niente per me.- borbotta -… insetti da schiacciare… meno ancora della… polvere in cui vi ridurrò.-

            I suoi occhi brillano d’energia pura, un’energia che si dirige con tutta la sua forza contro i suoi nemici... solo per infrangersi contro una barriera invisibile.

-Cosa? Cosa è successo? Il mio potere non può fallire, voi dovete cadere.>>

            Ancora una volta i suoi occhi brillano… per spegnersi subito dopo.

-I miei poteri… esauriti!- esclama uno stupito Garokk –Non importa, perché io posso rinnovarli facilmente.-

-Se te ne dessimo il tempo, pazzo…- interviene Magneto -… tempo che non avrai…- si volge verso Polaris tendendole la mano destra -… sei pronta a fare la tua parte ragazza?-

            Lorna Dane esita. I suoi occhi incrociano quelli dell’uomo accanto a lei e cosa pensi in quell’istante non sta a noi saperlo adesso. Infine tende la sua mano e stringe quella di Magneto –Sono pronta.- afferma.

            Magneto sorride mentre lui e Lorna si sollevano da terra, poi si rivolge a Garokk:

-Ti vanti tanto del tuo potere, tu che ti proclami dio. Osserva ora il potere delle forze fondamentali che tengono insieme il creato… come il magnetismo… e la forza di gravità.-

-Cosa stai facendo?-

-Ti sto solo mandando… via.-

            La gravità cessa di agire su Garokk e lui si ritrova proiettato verso l’alto, sfonda il soffitto e continua la sua corsa inarrestabile  sempre più in alto finché non lo si vede o lo si ode più.

            Magneto e Polaris tornano al suolo e barcollano sostenuti prontamente rispettivamente da Colosso e Quicksilver. Magneto scosta l’X-Man e si toglie l’elmetto mostrando un volto affaticato. Si avvicina alla ragazza dai capelli verdi e chiede:

-Sta bene?-

-Ti interessa davvero, padre?- replica Quicksilver

--Puoi anche non credermi, Pietro, ma è così. È una ragazza coraggiosa, ma l’impresa che abbiamo tentato è stata sfibrante.-

-Che ne sarà di Garokk?- chiede Emma.

-Teoricamente continuerà a salire senza incontrare ostacoli e potrebbe finire dritto nel Sole se la traiettoria è giusta.

-Credetemi…- interviene Wolverine -…prima o poi ce lo ritroveremo tra i piedi, succede sempre così.-

-Cavoli Maggie.- interviene She-Hulk –Conoscevo il piano, ma davvero non immaginavo che tu e la nostra Lorna poteste essere capaci di una simile impresa.-

-E normalmente non lo  saremmo…- replica Magneto -… ci siamo riusciti solo grazie al potere di Fenice e di un’altra.-

            She Hulk si volta per incontrare lo sguardo di Scarlet, che annuisce sorridendo e sfiorandosi il ventre ingrossato.

-Oh… capisco.- dice Jennifer Walters, ma in realtà non ne è ben sicura.

-Bene.- commenta Magneto. E… She-Hulk…-

-Si?-

-Puoi chiamarmi come  ti va, ma ti pregherei di non riprovare a chiamarmi Maggie.-

            Lo sguardo di Magneto è molto eloquente, poi il Signore del Magnetismo le volta le spalle.

 

            È stata un’impresa facile mettersi in contatto con Genosha ed ottenere aiuto ed in breve i due gruppi di eroi  sono pronti per un viaggio di ritorno che sperano migliore di quello d’andata.

            In un angolo di una delle torri della cittadella è stato trovato il cadavere di Zaladane, in una teca a tenuta stagna.

-Chissà perché l’hanno portata qui?- chiede la Bestia a nessuno in particolare –Qualche forma di cerimonia religiosa. Forse?-

-Ho provato a sondare la mente dei seguaci di Garokk…- risponde Fenice -… ma nessuno sa come è giunta qui, anche se era oggetto di venerazione come ultima sacerdotessa del loro dio vivente.-

-Nemmeno io sono venuta a capo di nulla.- conferma Emma Frost –A quanto pare, Garokk era l’unico a saperne qualcosa.-

            Lontano da lì il Professor X si chiede piuttosto se non ci sia un’altra spiegazione, ma sa che non avrà oggi la risposta che cerca.

            Lorna Dane si avvicina alla teca e mormora:

-Era mia sorella e siamo sempre state nemiche. Sarebbe stato diverso se fossimo cresciute insieme o la sua ambizione ci avrebbe separate comunque? E perché siamo state separate? Chi le ha rivelato che eravamo sorelle? Tutte domande ancora senza risposta.-

            Sente il tocco gentile della mano di Scarlet sulla sua spalla e la voce di lei che dice:

-Un giorno troveremo quelle risposte… e lo faremo insieme. Te lo prometto…sorella,-

-Che ne facciamo di lei?- è il Calabrone a parlare –Dovremmo riportarla allo S.H.I.E.L.D.-

-No!- interviene imperiosamente Magneto –Questa era la sua terra e qui è giusto che riposi in pace.-

            Ad un gesto di Magneto lastre d’acciaio si chiudono intorno alla teca sigillandola ermeticamente.

            Nessuno osa ribattere. Tutti si avviano al velivolo venuto a prenderli e si apprestano ad un lungo viaggio verso casa.

 

 

EPILOGO UNO

 

 

            Hammer Bay, Genosha. Il tramonto irradia di splendidi colori l’Oceano Indiano e Lorna Dane osserva il finire di una giornata che era iniziata con la fine delle sue certezze su se stessa e termina con ancora molte domande senza risposta. Certo, ora sa almeno una verità: è figlia di Magneto, proprio come Quicksilver e Scarlet, ma diversamente da loro è il frutto di un incidente di percorso, non voluta da entrambi i suoi genitori. No questo è ingiusto: sua madre ha accolto lei e sua sorella come una benedizione nonostante tutto. Sua sorella… Zaladane è diventata quel che è diventata, crudele, spietata perché allevata nella Terra Selvaggia o quello che era lo era perché era scritto nel suo carattere, nel suo codice genetico? E a che serve ormai sapere la risposta?

            Quando sente i passi alle sue spalle non deve voltarsi per sapere di chi si tratta. Chi altri può essere se non la sua ritrovata famiglia: suo padre ed i suoi due fratellastri?

-Lorna, noi siamo pronti a partire.- le dice Wanda –Anche Pietro verrà con noi. Potremo parlare, se vuoi.-

-Sei mia sorella.- interviene Pietro -È un fatto importante.-

-Sono solo una sorellastra.- replica Lorna –E sono la stessa che conoscete da anni. Non avremo mai il rapporto che avete avuto tu e Wanda.-

-Forse no, ma forse potremo fare un tentativo.- ribatte Wanda –Io sono disposta a provare ed anche Pietro, tu no?-

            Lorna accenna ad un sorriso.

-Si, penso di si.- risponde infine.

            Magneto interviene:

-Io credo che dovremo parlare, ragazza.-

-Si lo credo anch’io.-

-Non ti mentirò dicendo che amavo tua madre. Ci è accaduto di incontrarci in un momento in cui avevamo bisogno l’uno dell’altra e questo è tutto. Posso dirti che io certo non lo rimpiango, né di certo mi dispiace di aver scoperto che tu sei mia figlia. Non sono mai stato fortunato coi miei figli. La mia primogenita fu uccisa davanti ai miei occhi e gli altri… ho perso la parte migliore della loro vita, ma forse per loro è stato meglio così, forse non sarei stato il migliore dei genitori.-

Questo è certo.- borbotta Pietro mentre Wanda gli sferra una gomitata in un fianco.

            Magneto continua:

-So che non farò mai ammenda per il passato, almeno posso tentare di costruire il futuro se tu me lo permetterai.-

-Forse… forse  lo farò.- replica Polaris –Vorrei farti una domanda, però: cosa provi adesso, sapendo che Zaladane era mia sorella, tua figlia, e che sei stato proprio tu ad ucciderla a sangue freddo?-

            Il volto di Magneto s’incupisce mentre risponde:

-Se avessi saputo la verità, non l’avrei uccisa. Ho già visto morire una figlia davanti ai miei occhi. Sapere di essere il responsabile della morte di un’altra mi torturerà per il resto dei miei giorni.-

-Ma è solo per questo che cambieresti le tue azioni, vero?-incalza Lorna –Con chiunque altro rifaresti ciò che hai fatto allora.-

            Magneto tace, poi  serra la mascella ed infine parla:

-Non ti mentirò, ragazza: è esattamente quello che rifarei. Io sono ciò che sono. Ci sono cose che posso cambiare, ma per altre non posso… e forse non voglio.-

-E questa “padre”…- commenta Lorna sferzante -… è il vero limite dei tuoi tentativi di “redenzione”.  Ti auguro buona fortuna in quest’ultimo tentativo… che finisca meglio dei precedenti. Quanto a me…- si rivolge a Wanda e Pietro -… torniamo a casa.-

 

 

EPILOGO DUE

 

 

            Un luogo imprecisato. Uno schermo si spegne ed una figura in ombra sorride.

-Tutto come previsto.- dice ad alta voce anche se non c’è nessuno ad ascoltarlo -Povera Lorna Dane, non immagini che sono stato io a manovrare i fili di tutta la tua vita. La morte di tua madre, il rapimento di tua sorella, l’incidente dei tuoi zii, il falso Magneto, il reclutamento di Mesmero ed il risveglio dei tuoi poteri mutanti. Tutto perché potessi unirti agli X-Men ed essere con loro al momento appropriato per conoscere Alex Summers. Tutto è andato come previsto anche se le cavie umane tendono troppo spesso a non seguire troppo gli schemi prefissati. Io ho fatto in modo che la tua vera paternità fosse celata finché io non avessi deciso di rivelartela. Non immagini nemmeno, cara Lorna, che sono stato io a rivelare a Zaladane la sua vera origine pur senza rivelarle chi era il suo vero padre. È stato divertente vederla usare la tecnologia che io le ho permesso di trovare contro Magneto e vedere il suo inconsapevole padre ucciderla senza rimorso. Usare il suo cadavere per spingere X-Men e Vendicatori contro Garokk è stato solo un divertente esercizio ed è servito ad eliminare un ostacolo ad un mio altro esperimento. Se tu fossi qui mi chiederesti sicuramente: perché? Perché mandarti quella lettera adesso? Lo saprai, Lorna, a tempo debito, perché io ho tante altre cose di cui occuparmi prima che i semi che ho gettato oggi giungano a maturazione. Dopotutto, anche se il mio scopo è, in fondo, uno solo, tu non sei altro che uno dei tanti esperimenti di SINISTRO!-

 

 

FINE

 

 

NOTE DELL’AUTORE

 

 

            Fine anche di questa storia scritta dal vostro umile scrittore di riserva dove alcuni nodi sono sciolti, ma altre domande rimangono senza risposta o quasi nella migliore tradizione di Chris Claremont. -_^

            Ma non temete (o temete, decidete voi -_^) molte di quelle domande troveranno risposta in episodi futuri dei Vendicatori Costa Ovest a cui vi rimando, per non parlare di questa e di altre testate Marvelit. Andando con ordine:

1)       Starr Saxon è l’ultimo personaggio di una certa importanza inventato da Stan Lee con la collaborazione di Gene Colan per il serial di Devil. Apparve per la prima volta in Daredevil Vol 1° #49 del febbraio 1969, morì in Daredevil Vol 1° #57. Era un geniale inventore specializzato in robot e fu proprio in un corpo robotico che quella che potremmo chiamare una copia di backup della sua coscienza fu “travasata”. Nacque così il malefico Machinesmith. Quando fu rivelato che era stato lui a costruire il falso Magneto che affrontò gli X-Men nella storia di debutto di Lorna Dane, mi chiesi perché mai avrebbe dovuto farlo, considerato che all'epoca si limitava a "produrre" per conto terzi? In questa storia ho cercato di dare una risposta semplice:lo avevano pagato per farlo.

2)       Garokk, il dio del Sole è stata una delle ultime creazioni di Jack Kirby per la Marvel, apparve, infatti, per la prima volta in Astonishing Tales #2 dell’ottobre 1970 (apparsa in Italia su Albi dei Super Eroi, Corno, #4) in una storia del serial di Ka-Zar con trama e disegni del Re, per l’appunto, e dialoghi di Roy Thomas (una delle sole due storie disegnate dal Re per la Marvel in cui i testi non fossero di Stan Lee o suoi), anche se la sua origine apparve nel successivo AT #3 del dicembre 1970 (ASE, Corno, #8) su testi del giovanissimo esordiente Gerry Conway e disegni di Barry Windsor-Smith (anche se è ragionevole presumere lo zampino di Thomas nella trama). Si trattava di un marinaio dell’epoca di Francis Drake che, finito dopo un naufragio nella Terra Selvaggia, beveva una misteriosa bevanda trovata nel tempio del dio del sole Garokk. Ritornato alla civiltà scopriva che la suddetta bevanda lo aveva non solo reso immortale, ma lo stava trasformando nella replica vivente dell’idolo di Garokk. Tornato nella Terra Selvaggia perché sperava di trovarvi un modo per invertire gli effetti della pozione e finalmente morire, scopriva, invece, il terzo e più micidiale effetto della pozione: la pazzia,  che lo spinse a concepire il folle piano di distruggere tutti gli esseri viventi per conseguire la pace assoluta  Dopo uno scontro con Ka-Zar fini distrutto dalle stesse forze che lo avevano creato. Si trattava, però, di uno dei tanti casi di morte apparente, perché Chris Claremont & John Byrne lo ripescarono in Uncanny  X-Men #114/115, prima delle tante storie degli X-Men ambientate nella Terra Selvaggia. Dopo di allora è apparso altre tre volte e questa è la sua prima apparizione MIT

3)       Quanto a Zaladane, la sua prima apparizione risale proprio alla storia in cui viene narrata l’origine di Garokk, ma è solo in Uncanny X -Men #249 del settembre 1989 (Gli Incredibili X-Men, Star, #40), che rivela di essere sorella di Polaris e, come abbiamo definitivamente appreso oggi, figlia di Magneto, che, ironia della sorte, si rivelerà il suo uccisore.

4)       Se siete interessati a sapere a quale minaccia per la Terra Selvaggia si riferiva Garokk, vi consiglio di leggere Jungle Savage di Valerio Pastore, dove troverete alcuni presunti defunti e qualche personaggio che non può esistere, tutti con legami più o meno forti (o più o meno blandi -_^) con questa serie e questa storia

5)       Quanto a Sinistro, su di lui non spendo parole, a parte il fatto che siete destinati a rivederlo su queste pagine prima o poi e che gli schemi messi in atto da lui e da altri personaggi a lui collegati da anni produrranno o stanno già producendo conseguenze più o meno nefaste in più di una serie MIT pur senza la sua presenza.

Nel prossimo episodio parte una saga scritta dal Valente Fabio Volino dal significativo titolo di “Dio ama, l’uomo uccide II”, che vedrà il ritorno del Reverendo William Stryker, la partecipazione di Quicksilver, Magneto e immagino che ci saranno anche gli X-Men, dopotutto questa è la loro serie. -_^

            Arrivederci e grazie per la pazienza.

 

 

Carlo



[1] In (Uncanny) X-Men #49/52 (Capitan America, Corno, #51/56).

[2] Nell’episodio #16, naturalmente.

[3] È accaduto in Uncanny X-Men #275 (Gli Incredibili X-Men #47).

[4] Di che stiamo parlando? Niente paura, lo saprete molto presto nella serie di Nick Fury.

[5] Nell’episodio #6.

[6] Un resoconto in parte distorto di eventi in corso su Jungle Savage.

[7] Come descritto in Uncanny X-Men  #149 (Uomo Ragno, Star, #34/35).

[8] Come visto negli ultimi due episodi ed in Ragno Rosso #3 e 4.